Hanuta und Eis

sono le 22:40 e sinceramente non avrei voglia di scrivere. proprio come non ho voglia di riordinare i giocattoli, di pulire il tavolo dove carlo ha mangiato e interagito con i suoi fusilli, di sistemare la cucina. non ho voglia soprattutto di stirare quelle benedette tre cose che da tre giorni o anche più giacciono sulla testiera del lettino del nostro piccolo omino.

non avrei voglia di scrivere ma da settimane sento il desiderio di fermare in qualche modo alcuni ricordi e immagini che non devono finire nel dimenticatoio post parto.

per esempio non vorrei scordare che sabato scorso al supermercato ho comprato quel dolcetto che si chiama hanuta (una specie di wafer): l’ultima volta l’avevo mangiato tra una doglia e l’altra e poi chi ci aveva mai più ripensato? l’altra sera invece ho comprato due gelati confezionati al gusto oreo. l’ultima volta che ne avevo avuto voglia era stata quando, incintissima, cercavo di vincere il caldo di giugno mentre lentamente e pesantemente mi dirigevo verso un biergarten senza senso lungo la columbiadamm.

nella frenesia della vita famigliare vorrei non perdere questi e altri piccoli episodi che richiamano altri momenti molto più importanti intrisi di attesa, gioia, paura e curiosità.

ridendo, scherzando e a volte piangendo attraversiamo a velocità supersonica il primo anno di vita del nostro piccolino. corriamo senza sosta tra primi passi, pannolini radioattivi, caos e organizzazioni zoppicanti. incontriamo genitori, osserviamo piccole grandi avventure quotidiane, consoliamo pianti apparentemente inconsolabili.

se potessi convertire in metri i minuti che passo a guardare il mio bambino quando dorme, avrei già fatto cento volte il giro della terra.

è una vita, questa nuova, frenetica e immobile allo stesso tempo, dove si scalpita e ci si crogiola nella tribolata semplicità di giornate stracolme d’amore.

perché è amore folle quello che provo: fa sopportare la stanchezza, è carburante per la pazienza, è motivazione infinita.

è contemplazione della purezza, ricongiungimento con la natura, istinto. sono chilometri macinati per non perdersi neanche un secondo di questo splendore.

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