die Tür ist fast zu

ce l’ho anch’io un bel ricordo della Seumestrasse. credo fosse una giornata di metà dicembre 2011 e  venivo a vedere la tua casa: ci avevano fatto conoscere ad un evento per italiani in cui non c’entravamo nulla se non per presentarci; ci siamo ritrovati ad una tavola in cui c’entravamo poco e niente, se non per stare seduti vicino a persone che poi nei mesi successivi di tanto in tanto avrei incontrato di nuovo casualmente.

me la ricordo quella mattina perchè ero agitata, temevo di non trovare la strada, forse che non mi piacesse la casa. mi ricordo friedrichshain come un terreno sconosciuto, il bio laden e una piccola galleria di fronte al tuo numero civico in cui un quadro bianco ricordava di concedersi almeno tre minuti per annoiarsi in pace . mi ricordo che l’avevo fotografato con la macchina fotografica tascabile con cui andavo sempre in giro. il primo anno a berlino, tutto nuovo.

sono salita al quarto piano lasciandomi incantare dai disegni floreali sullo sfondo rosastro delle pareti. ci siamo salutati con la confidenza maldestra di chi si era visto solo una volta. il tuo coinquilino ti aveva bruciato una moka e il suo (futuro mio) balcone era pieno di bottiglie di birra. lui lasciava lo spazzolino sul bordo della vasca e questo proprio non ti andava giù. io mi concentravo sulla tazzina del caffè uguale a quella della cucina di silvia di un posto al sole.

poi tu andavi a lavorare e io pure. me lo ricordo il viaggio sulla s-bahn al telefono con mia mamma che mi consigliava di accettare. me lo ricordo che non avevo in fondo bisogno di nessuno che mi convincesse.

è una brutta faccenda essere sentimentali: ci si attacca alle cose e ai ricordi come se potessero decidere loro di non venire con noi. e invece ce li portiamo sempre tutti appresso.

è una brutta faccenda fossilizzarsi sulle nostre abitudini perchè i momenti prima del grande passo ci sembrano interminabili e insopportabili e inimmaginabili, invece sappiamo fare tutto, anche buttarci senza rete; anche buttarci da dieci centimetri di altezza quando ci sembrano duecento.

poi è passato un anno, un altro e adesso tocca a te. da domani non sarà più difficile, la porta è quasi chiusa.

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